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Dr. Brian Weiss

Il dr. Brian Weiss è psichiatra, esperto di reincarnazione e ipnosi regressiva. Laureato alla Columbia University e alla Yale Medical School, ha diretto per anni la Facoltà di Psichiatria del Mount Sinai Medical Center di Miami (Florida), del quale è ora Presidente Emerito.

Brian Weiss sostiene fermamente la validità della terapia regressiva per alleviare disturbi fisici ed emozionali.

Ricordare il passato per curare il presente, quindi, per consentire all'inconscio di fare emergere quelle esperienze che, una volta comprese, permetteranno al paziente di guarire.

La regressione a vite precedenti è un metodo di conoscenza del sé molto antico che mira ad ottenere un ricongiungimento spirituale con la memoria della propria vita passata. Il dr. Brian Weiss è autore di numerosi bestseller quali: "Molte vite un solo amore", "Molte vite molti maestri", "Molte Vite un'Anima Sola".

Come psicoterapeuta tradizionale, il Dr. Brian Weiss rimase stupito e scettico quando una delle suoi pazienti incominciò a ricordare traumi delle sue vite passate che sembravano essere la chiave dei suoi incubi e attacchi di ansia.
Il suo scetticismo fu piano piano eliminato quando lei cominciò a canalizzare messaggi dallo “spazio tra le vite” che conteneva informazioni rilevanti riguardo la famiglia del Dr. Weiss e il suo figlio deceduto. 
Usando la terapia delle vite passate, fu capace di curare la paziente e di iniziare una fase nuova e più significativa della sua carriera.

Il Dr. Weiss conduce seminari nazionali e internazionali e workshop esperienziali così come programmi di training per professionisti.

Collage n. 1 - Brian Weiss

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Come ho cominciato

Mi sono laureato alla Columbia University e ho conseguito il titolo di medico alla Scuola di Medicina dell’Università di Yale, dove ho svolto il mio tirocinio in psichiatria Ho insegnato in diverse scuole di medicina di ottima fama e ho pubblicato anche più di quaranta articoli scientifici, prevalentemente nell’ambito della psicofarmacologia e dei disturbi del sonno. Quando avvenne l’esperienza che ha cambiato completamente il mio punto di vista sulla vita, ero direttore del Dipartimento di Psichiatria al Mount Sinai Medical Center, una clinica universitaria affiliata all’Università di Miami. Ero uno psichiatra di stampo accademico, del tutto scettico quando si trattava di ciò che consideravo “aree non scientifiche” Non sapevo niente del concetto di reincarnazione e non nutrivo il benché minimo interesse sull’argomento.

Poi venne in cura da me Catherine, una donna sui trent’anni che soffriva di depressione, fobie e attacchi di panico. Dopo un anno di psicoterapia non avevamo ottenuto nessun risultato, così provai l’ipnosi: sentivo che richiamare alla memoria i traumi repressi dell’infanzia avrebbe potuto spiegare i sintomi di cui soffriva. Tuttavia, malgrado avessimo scoperto diversi eventi sconvolgenti accaduti nell’infanzia, non c’erano miglioramenti. Perseverai nell’utilizzo dell’ipnosi, in cerca di traumi infantili anteriori. Le ordinai di tornare indietro al momento in cui le sue fobie avevano avuto origine. Con mia enorme sorpresa, fece un salto di circa quattromila anni, a una vita precedente nel Middle East. Catherine cominciò a descrivere la sua esperienza con una straordinaria ricchezza di dettagli sull’ambiente circostante e raccontò di eventi emotivamente rilevanti. All’inizio pensai che i suoi ricordi non fossero altro che fantasie, ma in seguito a quella seduta. Catherine cominciò a migliorare e dopo aver ricordato sotto ipnosi diverse vite passate, tutti i suoi sintomi svanirono. Nel giro di qualche mese guarì del tutto senza l’impiego di farmaci.


Il caso di Catherine e, in seguito, quelli di molti altri sollecitarono un cambiamento radicale dentro di me. Cercai nelle biblioteche mediche e nelle librerie specializzate opere che parlassero di fenomeni simili e trovai qualche buona ricerca, come quella condotta dal dr Ian Stevenson, direttore del Dipartimento di Psichiatria dell’Università della Virginia. Il dr Stevenson scriveva di alcuni episodi relativi a bambini che erano in grado di ricordare i dettagli delle loro vite precedenti: in seguito questi racconti furono confermati da una attenta indagine. Sono sicuro che ci sono tantissimi altri medici che sono cauti nel riferire al pubblico ciò che hanno osservato nel corso delle loro sedute, perché hanno paura di perdere credibilità. Lo so perché ci sono passato anch’io: ho aspettato cinque anni prima di scrivere della mia esperienza con Catherine. Temevo di danneggiare la reputazione che avevo coltivato con così tanta cura nei diversi anni di formazione e di pratica professionale.

Adesso non ho dubbi circa il fatto che la regressione alle vite passate offre un modo rapido ed e cace di trattare sintomi sici ed emotivi, oltre a molti altri vantaggi. I miglioramenti e la risoluzione dei disturbi di migliaia di persone sono la conferma del potere di questa tecnica.

 

I benefici della Regressione

Il nostro cammino spirituale è interiore e unico per ciascuno. Maestri saggi possono indicarci la via, ma sta a noi compiere il viaggio. Procediamo alla nostra velocità e non c’è tabella oraria o scadenza entro la quale raggiungere l’illuminazione.

Regredire a eventi significativi dell’infanzia, al periodo neonatale o persino a vite passate può dare considerevole sollievo e bene cio nel presente. Talvolta, i sintomi vengono eliminati anche solo attraverso l’atto di ricordare. I ricordi possono portare alla comprensione e spesso quest’ultima conduce alla guarigione.

Non devi necessariamente avere un disturbo per ricevere i benefici degli esercizi di regressione. Puoi semplicemente riconquistare la felicità, la gioia e la spontaneità dell’infanzia. Puoi persino fare visita alle persone care e ritrovarvi come quando eravate più giovani. Ricordando le vite passate, potresti diventare consapevole del fatto che la tua anima, la tua vera essenza, è immortale ed eterna. Hai già vissuto in precedenza ed eccoti di nuovo qui. Non muori mai veramente, né succede alle persone che ami. Siete sempre insieme o nell’Aldilà (in paradiso) o di nuovo qui nella dimensione fisica.

Sia che tu abbia sviluppato sintomi e paure, sia che si tratti di semplice curiosità, puoi trarre tantissimi benefici ascoltando la meditazione per la regressione.

In una certa misura, la frustrazione può impedire la guarigione e il processo trasformativo. Cerca di non aspettarti risultati specifici durante l’esercizio. Accogli con dolcezza quello che arriva. Non c’è fretta e non hai una scadenza. Ci sono persone che sperimentano ricordi vividi o eventi spirituali fin dalla primissima volta; per altre invece ci vogliono giorni, settimane o persino mesi. Molti benefici matureranno anche in assenza di ricordi. Basta che ti rilassi il più possibile e apri la mente accogliendo tutto ciò che entra nella tua consapevolezza. Se riesci a esercitarti con pazienza, troverai molta più gioia, pace interiore e comprensione nella tua vita.

 

Trasforma le relazioni

Quando segui la meditazione per la regressione, potrebbero emergere ricordi di vite passate, anche se non li stai deliberatamente cercando. Per esempio, una volta un avvocato mi chiese un consulto perché voleva risolvere i problemi legati all’ipertensione. Durante il nostro colloquio, mi raccontò dei conflitti che stava vivendo con il suo unico figlio: il loro rapporto era caratterizzato dalla gelosia e dalla competizione da entrambe le parti. Con gli esercizi di rilassamento la sua pressione sanguigna migliorò e grazie alla meditazione per la regressione, emerse un ricordo legato a una esistenza precedente che svelò le ragioni del rapporto turbolento con suo figlio: in quella vita, erano stati grandi rivali in competizione per l’amore della stessa donna. Questa scoperta lo portò a cambiare completamente il proprio comportamento nei confronti del figlio che, a sua volta, reagì positivamente ai cambiamenti nel padre, anche se non aveva vissuto in prima persona la regressione. La competizione tra loro si smorzò perché entrambi si resero conto che apparteneva al passato. Di conseguenza, l’amore poté nuovamente sbocciare tra i due.

Il profondo stato di rilassamento che si raggiunge con la meditazione è in grado anche di rilasciare ricordi subconsci che risalgono all’infanzia e di favorire la guarigione emotiva, perché i momenti rievocati sono quelli colmi di amore che ci aiutano a ricostituire la nostra autostima. Nel mio libro, Messaggi dai maestri, descrivo una regressione ipnotica che ho eseguito su una giornalista televisiva, che richiamò alla memoria con grande emozione le lunghe, felici passeggiate che faceva con il padre per le vie del paese. Erano momenti tutti per loro e la gioia del ricordo l’accompagnò anche dopo la seduta. Sono riuscito anche ad aiutare una donna che dubitava dell’amore di entrambi i genitori ed era afflitta dal rapporto problematico con la madre. Durante l’esercizio di regressione, rivisse il momento della nascita e fu toccata in profondità dall’amore e dalla felicità con cui era stata accolta nel mondo. Il ricordo e l’intensa emozione che ne derivarono innescarono in lei il desiderio di ricostruire una relazione più stretta e amorevole con i genitori. Riuscì a migliorare il presente (e anche il futuro) cambiando atteggiamento e diventando più paziente, amorevole e incline al perdono nei loro confronti. A loro volta i genitori, incoraggiati dal nuovo atteggiamento della figlia, riuscirono a esprimerle il loro amore in modo più diretto. Sono tantissimi i casi in cui ricordi come questi aiutano a riconciliare genitori e figli, fratelli e sorelle, mariti e mogli. Ma anche senza episodi specifici, il senso di serenità, tolleranza e comprensione raggiunto con la meditazione migliorerà qualsiasi relazione.

 

Cambiamento dei valori

Uno dei tanti benefici ottenuti con la meditazione per la regressione è il cambiamento dei valori o della prospettiva che ci permette di capire con maggior chiarezza quali sono le cose davvero importanti per noi.

Cambiamo i nostri valori quando scopriamo che siamo immortali, ossia che non moriamo insieme al nostro corpo. Grazie alla regressione alle esistenze precedenti, ci rendiamo conto che abbiamo già vissuto in passato e che torneremo a vivere in futuro, di nuovo uniti ai nostri cari. La natura del dolore e del lutto subisce una trasformazione perché, anche se perdiamo il contatto fisico con amici e familiari, abbiamo la consapevolezza che ci incontreremo di nuovo nell’Aldilà o in un’altra vita.


Sapere di essere creature spirituali innesca cambiamenti radicali, portandoci ad apprezzare maggiormente l’amore, le relazioni positive e la compassione. Percepiamo in modo più nitido la nostra connessione con tutti gli esseri. Questi nuovi valori gettano le basi 30 per la felicità. Le nostre priorità cambiano; gli eventi o le persone che prima ci turbavano o ci esasperavano adesso possono essere visti sotto una luce nuova e da una prospettiva diversa. Diventiamo più pazienti e comprensivi. La sensazione di calma e di pace interiore si espande. Iniziamo a considerare gli ostacoli nella nostra vita come opportunità per imparare, trampolini disseminati lungo il nostro viaggio di crescita ed evoluzione. Dopo tutto, siamo esseri spirituali eterni che cercano la via verso casa, sempre amati e mai soli. A questo livello, niente può farci del male.

Come ho detto prima, dopo anni di scetticismo, ora credo fermamente nelle vite passate. La mia convinzione è dovuta all’esperienza con migliaia di persone. Sono stato testimone di tantissimi fenomeni straordinari e incredibili, ma non ritengo che sia necessario credere nella reincarnazione per godere dei benefici della regressione. A prescindere dal fatto che il materiale evocato sia elaborato come metafora o simbolo, vengono comunque portate alla luce importanti informazioni; la conoscenza e le intuizioni ottenute possono produrre significative trasformazioni fisiche, emotive e spirituali. Paure o fobie spariscono, i valori cambiano con questo risveglio alla dimensione spirituale, l’amore tende a fluire più liberamente e la pace interiore s’infonde dentro di noi, connessa a una sensazione di grande gioia e felicità. La cosa importante è avere la mente aperta e lasciar andare paure e pregiudizi.

 

Apprezza il presente

Un altro obiettivo della meditazione per la regressione è provare più pace, felicità e gioia nella vita presente, nel qui e ora.

Che i ricordi recuperati dal passato possano darci una consapevolezza più sottile del presente potrebbe sembrare un paradosso, ma è la verità. Di fatto, riusciamo a focalizzarci maggiormente sul qui e ora e ad apprezzarlo. Da un lato, la meditazione di regressione è un esercizio per focalizzare l’attenzione, e la sua pratica regolare affina la nostra capacità di concentrarci su ciò che proviamo e sentiamo ora; d’altro canto, i ricordi che emergono fanno breccia nei muri che oscurano la nostra visuale impendendoci di vedere il presente. Di conseguenza, non sentiamo più l’urgenza di rimuginare ossessivamente sul passato né di preoccuparci del futuro. Siamo liberi di vivere nel presente, perché è solo nel qui e ora che possiamo provare gioia.
Prendi per esempio la donna di cui ho parlato nel Capitolo 5, che aveva problemi nel rapporto con la madre. Quando ha smesso di essere accecata dal risentimento dovuto a eventi ormai passati, è riuscita a percepire l’amore nel presente. Tutti noi abbiamo la tendenza a restare bloccati nel passato e a biasimare noi stessi o gli altri per gli errori commessi, ma, oltre a impedirci di godere pienamente di ciò che il presente ci offre, questo attaccamento a quello che è stato non ci aiuta per niente nella risoluzione dei problemi. Grazie ai ricordi che emergono durante le regressioni, scopriamo che possiamo imparare dal passato, accrescere la nostra saggezza e vivere meglio il presente.

Lo stesso vale per il futuro. Così come è inutile rimuginare sul passato, scopriamo che ha poco senso anche preoccuparsi del futuro, perché non è così che cambieremo quello che accadrà. È necessario fare progetti per l’avvenire, ma rimuginarci sopra è una perdita di tempo. Liberarci dal peso del passato e dalle preoccupazioni sul futuro ci permette di concentrarci sul presente, sul qui e ora.

 

Rilassamento e ipnosi

Lo stato di piacevole distensione indotto dall’ascolto della meditazione è simile alla leggera trance ipnotica suscitata dalle tecniche di rilassamento progressivo. L’ipnosi non è altro che una forma di concentrazione focalizzata mentre il soggetto è rilassato, ed è una cosa che tutti noi sperimentiamo, ogni giorno. Per esempio, quando sei completamente assorbito da un libro o da un film tanto da non essere distratto dai rumori di fondo attorno a te, come il traffico o le persone che parlano o tossiscono, ti trovi in uno stato di leggera trance ipnotica.

A causa di quello che si vede in TV o nei film, sono sorte diverse leggende metropolitane su questa pratica. In realtà, si tratta sempre di ipnosi autoindotta. L’ipnotizzatore è solo il facilitatore che aiuta la persona a raggiungere un livello di rilassamento da moderato a profondo. Poi ci sono gli “incantatori da palcoscenico” che hanno preso l’attenzione rilassata o la concentrazione (che è una capacità naturale) e l’hanno trasformata in spettacolo. Ma questa è un’altra cosa. A scanso d’equivoci, è preferibile usare l’espressione concentrazione focalizzata rilassata, ma il significato è lo stesso. In questo stato, la memoria è più forte e gli individui sono in grado di ricordare eventi e incidenti che possono essere stati a lungo dimenticati. Talvolta, grazie a una maggiore comprensione della vita, hanno esperienze spirituali o intuitive da cui traggono enormi benefici.

Questo stato di concentrazione è del tutto naturale e sicuro. Puoi tornare nello stato di coscienza vigile quando vuoi. È molto importante tenere a mente queste informazioni: (1) non è possibile restare “bloccati” nello stato ipnotico, perché si tratta solo di una forma di concentrazione focalizzata (puoi aprire gli occhi e interrompere il processo in qualsiasi momento); (2) sei sempre tu ad avere il controllo; (3) non puoi fare cose contro la tua volontà o contro i tuoi valori; (4) non agirai né parlerai in uno stato di incoscienza, perché l’ipnosi non è come il sonno, il soggetto è sempre consapevole dei propri pensieri e la sua mente subconscia resta attiva; (5) è un po’ come sognare a occhi aperti, e non ha nulla a che vedere con lo stato in cui ci si trova dopo aver subito un’anestesia.

Cerca soltanto di tenere la mente aperta. Non c’è niente di cui avere paura né da perdere, e quello che otterrai potrà migliorare sensibilmente la qualità della tua vita.

 

Le domande più frequenti

Domanda: la meditazione per la regressione, in genere, fa rievocare ricordi di vite passate? È l’unico modo per suscitare questi ricordi?

Risposta: con la meditazione per la regressione è possibile avere ricordi di vite passate reali. Naturalmente ci sono anche altre vie. Le persone possono avere ricordi di vite passate durante i sogni o i déjà-vu, spontaneamente (come spesso accade nei bambini) o in molti altri modi. Per esempio, il mio primo ricordo di una esistenza precedente non avvenne durante la terapia di regressione o l’ipnosi, ma in seguito al rilassamento provocato da un massaggio shiatsu. All’improvviso mi sono visto come un sacerdote dell’antica Babilonia. Ora, vorrei tranquillizzare quelli di voi che si sentono scoraggiati perché non sembrano capaci di far emergere ricordi di vite passate quando ascoltano la meditazione per la prima volta, sottolineando che mi ci sono voluti tre mesi di meditazione quotidiana prima di avere questa regressione. Quindi, più fai pratica, più sei preparato ad aprirti a queste esperienze. Tieni presente che la meditazione potrebbe non portarti affatto ad avere un ricordo di una vita precedente; potresti recuperare un ricordo dell’infanzia, a cui risalgono le cause di un problema attuale. La saggezza del subconscio ci porterà dove abbiamo bisogno di arrivare per ritrovare il benessere.

 

D: è sicuro seguire la meditazione per la regressione da soli?

R: migliaia di miei lettori e partecipanti ai seminari hanno usato questo esercizio senza alcun problema, perché il subconscio offre una forte protezione contro sentimenti o esperienze disturbanti. Quindi, nulla di troppo traumatico potrà penetrare la tua consapevolezza. Se durante la meditazione emerge qualcosa che ti turba, ti invito a distaccarti dalla scena e a fluttuarci sopra: da questa posizione potrai osservarla senza emozioni. Puoi anche aprire gli occhi e mettere fine all’esperienza. Ci sono dei rischi solo se svolgi l’esercizio mentre guidi la macchina o utilizzi attrezzi che richiedono la tua totale attenzione.

 

D: bisogna raggiungere un profondo stato di rilassamento focalizzato per sperimentare una regressione alle vite passate?

R: no, anche le persone con una risposta moderata possono godere dei suoi benefici.

 

D: come sono i ricordi che emergono durante la regressione?

R: ho notato che solitamente i ricordi delle vite passate vengono descritti in un paio di modi. Il primo consiste in uno schema classico, dove la persona entra in una vita alla volta ed è in grado di cogliere un quadro dettagliato e completo di quella esistenza e dei suoi accadimenti. Gran parte della vita ci passa davanti come se si trattasse di una storia, che spesso comincia con la nascita e l’infanzia e termina con la morte. Assistiamo a una panoramica di quella esistenza, senza provare necessariamente dolore, e ne assorbiamo le lezioni illuminati dalla nostra saggezza interiore o da una guida che si manifesta nella visualizzazione.
Il secondo modello in base al quale riaffiorano i ricordi delle vite passate è quello che chiamo flusso dei momenti chiave. In questo caso, il subconscio annoda insieme i momenti più importanti o affini di un certo numero di vite passate; si tratta dei punti cruciali che spiegano al meglio i traumi nascosti della persona e che possono essere risanati rapidamente.

 

D: riesco a ricordare solo brevi momenti delle esistenze passate, possono aiutarmi lo stesso?

R: ricordare questi “brevi momenti” spesso è sufficiente per farti comprendere in modo più approfondito la vita attuale e per aprire la mente alla possibilità della sopravvivenza dell’anima, alla reincarnazione e ad altri concetti simili.

 

D: come faccio a capire se i ricordi che sto avendo sono reali, se sono fantasie o il risultato della mia immaginazione?

R: non è importante stabilire se quello che ti viene in mente sia un simbolo, una metafora, un ricordo reale, la tua immaginazione o una combinazione di tutte queste cose. Ti consiglio di rilassarti e di lasciar accadere le cose, senza giudicare. Se permetti alla parte razionale del tuo cervello di prendere il sopravvento, potresti bloccare i ricordi e perdere un’occasione. Vivi l’esperienza e lascia emergere la tua saggezza subconscia, dopodiché potrai analizzare ciò che hai vissuto. Con la pratica molti aspetti si chiariranno e sarai in grado di differenziare il ricordo dalla metafora, dal simbolo e dall’immaginazione. Ci sono persone che provano ad avvalorare i ricordi cercando delle prove: alcune hanno rintracciato la propria lapide; altre hanno recuperato registrazioni ufficiali che confermano i dettagli dei loro ricordi, fornendo la prova di una vita passata. Uno dei casi più straordinari è quello di Jenny Cockell. Da bambina, aveva avuto ricordi della sua vita in Irlanda e aveva scoperto di essere morta quando i suoi figli erano ancora molto piccoli. Da adulta, decise di cercarli e riuscì a trovarne cinque degli otto che aveva dato alla luce durante quella esistenza.
La convalida del ricordo può avvenire anche attraverso l’intensità dei sentimenti associati a esso e l’attenuazione dei sintomi. La xenoglossia, la capacità di parlare fluentemente una lingua senza averla mai studiata e nemmeno conosciuta, è un altro genere di prova.

 

D: perché durante la regressione vengono usate le immagini della luce, di una scalinata e di un giardino?

R: l’immagine della luce (e il simbolismo a essa correlato) si trova in tutte le culture e società del Pianeta. Nelle esperienze di premorte, spesso appare un bagliore meraviglioso mentre la coscienza si distacca dal corpo fisico. La luce trasmette una sensazione di pace ed è associata alla comprensione. Proprio come il colore, anch’essa è una forma di energia. Mi piace usare la luce e i colori per intensificare l’induzione alla regressione, anche come metafora di apertura mentale e potenziamento delle percezioni. Per quanto riguarda la scalinata, discenderla lentamente porta simbolicamente a una consapevolezza e concentrazione maggiori. Il giardino è una metafora del porto sicuro o di un luogo in cui ci si sente protetti. Ecco perché consiglio alle persone di respirare profondamente, d’immaginare di essere immerse nella luce e di visualizzare questo giardino quando provano ansia e tensione.

 

D: cosa succede se non riesco a visualizzare i simboli citati nella meditazione?

R: ricorda che contano anche gli altri sensi: l’esperienza non deve essere necessariamente visiva. Per esempio, durante il procedimento, ci sono persone che hanno descritto di aver “conosciuto” o “percepito” i simboli.

 

D: con quale frequenza andrebbe svolta la meditazione?

R: più la segui, più esperienze potresti avere e più in profondità riuscirai ad andare. Ciò significa che l’ideale sarebbe meditare con questo e altri esercizi di regressione tutti i giorni, soprattutto perché fa bene al corpo e alla mente concedersi mezz’ora di rilassamento e concentrazione nel tumulto e nello stress della vita quotidiana. Anche se non la pratichi tutti i giorni, non mollare: ascoltala tutte le volte che puoi, senza giudicarti né provare senso di colpa.

 

D: tutti si reincarnano?

R: la reincarnazione avviene perché abbiamo lezioni da imparare su cose come l’amore, la compassione, la carità, la non-violenza, la pace interiore e la pazienza: sarebbe difficile riuscire a padroneggiarle tutte in una sola vita. Se la tua formazione non è stata ultimata, ti ritroverai a nascere in un’altra esistenza. Una volta che hai imparato tutto sull’amore, non c’è bisogno che torni indietro e potresti scegliere di non farlo. Ma di solito le anime altamente evolute scelgono volontariamente di reincarnarsi per aiutare e insegnare agli altri.

 

D: da dove vengono le anime se adesso sulla Terra ci sono più persone di prima?

R: ho fatto questa domanda a molte persone e la risposta è sempre la stessa: questo non è l’unico posto dove ci sono delle anime. Esistono molte dimensioni e diversi livelli di coscienza dove risiedono le anime. Perché questo dovrebbe essere l’unico posto possibile? Dopo tutto, l’energia non ha limiti. La Terra non è che una delle tante scuole nell’universo. Inoltre, alcuni mi hanno confidato che le anime possono “dividersi” e vivere esperienze simultanee.

 

D: nel libro Molte vite, molti maestri, Catherine ricordava una vita risalente al 1863 a.C. Come faceva a sapere che si trattava dell’epoca prima di Cristo, se non esisteva questa distinzione?

R: nel libro Oltre le porte del tempo, spiego nel dettaglio il processo dell’ipnosi:

La tua mente conscia è sempre consapevole di quello che stai vivendo sotto ipnosi. Nonostante il profondo contatto subconscio, la mente è in grado di commentare, criticare e censurare… ci sono persone che vedono il passato come se stessero guardando un film… Durante l’ipnosi, la mente osserva ed è sempre consapevole. Ecco perché le persone che vengono indotte a uno stato ipnotico profondo, e sono attivamente coinvolte in una sequenza di ricordi dell’infanzia o di una esistenza passata, riescono a rispondere alle domande del terapeuta, parlando la loro lingua attuale, consapevoli del luogo geografico che stanno osservando e persino dell’anno, che di solito viene visualizzato in un lampo dal loro occhio interiore o semplicemente appare alla mente. La mente ipnotizzata, che mantiene sempre la consapevolezza e la conoscenza del presente, colloca i ricordi dell’infanzia o delle vite passate nel giusto contesto. Se visualizzi 58 l’anno 1900, e stai costruendo una piramide nell’antico Egitto, sai che quella data si riferisce all’era prima di Cristo, anche se non hai visualizzato le lettere a.C.

 

D: la regressione alle vite passate può entrare in conflitto con altre tecniche terapeutiche?

R: la terapia di regressione è molto simile alla psicoterapia tradizionale e alla psicoanalisi. Quando gli eventi traumatici vengono riportati in superficie, interpretati e integrati, di solito compaiono miglioramenti nel quadro clinico. La differenza principale è che la terapia di regressione espande lo spazio di azione, quindi i ricordi vengono recuperati non solo da questa vita, ma anche da quelle precedenti.

 

D: gli animali hanno un’anima? Si reincarnano?

R: credo che gli animali abbiano un’anima. O almeno questo è ciò che è emerso di tanto in tanto nel mio lavoro. Non sono certo che le loro anime siano definite quanto le nostre: forse si tratta più di un’anima di gruppo. Non sono certo nemmeno che gli animali si reincarnino, ma sono aperto a questa possibilità. Infine, può darsi che le persone si reincarnino negli animali o nelle piante, ma non vengono trattenuti i ricordi relativi a questi stati.

 

D: è possibile andare nelle vite future?

R: è possibile andare nel futuro e ci sono persone che lo fanno spontaneamente. Sembrano esserci futuri possibili e futuri probabili. Perciò, potrebbero esserci distorsioni nella percezione di ciò che avverrà che ti spingono a prendere decisioni non necessarie. È indispensabile che tu abbia raggiunto un certo livello di maturità per poter “andare nel futuro”.

 

D: la lettura di una vita passata effettuata da una sensitiva è valida quanto la regressione svolta da soli?

R: le informazioni fornite da una sensitiva possono essere interessanti e anche utili, ma solitamente non eliminano i sintomi. Per poter ottenere una risoluzione, dovresti vivere il ricordo in prima persona, con tutte le emozioni che ne conseguono. La tua esperienza del ricordo attraverso la regressione è molto più ricca, intensa e personale. Ti trasmetterà una sensazione di “conoscenza” che una semplice lettura non sarà mai in grado di offrirti.

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