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Placebo Effect

Trasforma la mente in materia

di Dr. Joe Dispenza

350 Pagine | Formato: 14,5x21cm | Anno di pubblicazione: 2014

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Formato: Cartaceo
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Il libro che ti insegna come cambiare la tua vita e a ritrovare il benessere psico-fisico con il solo potere della mente


Vuoi raggiungere un obiettivo? Inizia a programmarlo nella tua mente. Solo immaginandolo, quel pensiero interno potrebbe diventare più reale dell’ambiente esterno perché il cervello non è in grado di distinguere i due mondi. E allora il tuo corpo comincerà a sperimentare quel nuovo modello di vita, istruirà i geni secondo quanto è necessario per raggiungere il tuo scopo e, senza che tu te ne renda conto, raggiungerai l’obiettivo prefissato. In altre parole, prima ancora di aver ottenuto ciò che desideri, il tuo corpo vivrà i benefici dell’appagamento, della soddisfazione, si sentirà gratificato: queste sensazioni infonderanno maggiore positività e intenzionalità all’impegno per realizzare i tuoi desideri e, per qualche strana ragione, percepirai il tutto meno faticoso.

Quello appena descritto – a tratti dal sapore surreale – è il famoso “effetto placebo”, una tecnica messa a punto dal chirurgo americano Henry Beecher quando, durante la seconda guerra mondiale, rimase a corto di morfina. Essendo già a conoscenza dell’influenza che la mente è in grado di esercitare sul corpo, un’infermiera fece passare della semplice soluzione salina come antidolorifico… Il risultato fu sbalorditivo: il soldato ferito si calmò subito e il suo corpo reagì come se avesse ricevuto il farmaco, tanto da permettere una operazione chirurgica. 

Così come la medicina usa i cosiddetti farmaci “placebo”, che esercitano un effetto psicologico di autosuggestione sul paziente, anche noi possiamo convincere la mente e il corpo a trasformare i nostri pensieri in realtà


La tecnica è utilizzata tuttora in medicina mediante l’utilizzo dei cosiddetti farmaci “placebo” che, sfruttando l’effetto psicologico di autosuggestione, stimolando nel paziente le stesse aree illuminate dalla somministrazione di un farmaco tradizionale. Partendo da questo, Joe Dispenza, nel suo libro "Placebo Effect" svela l’ineccepibile controllo che la mente può avere sul corpo. Apprendi i segreti per convincere mente e corpo a trasformare i tuoi pensieri in realtà. 


 

INDICE

  • Prefazione di Dawson Church
  • Prefazione: Risvegliarsi
  • Introduzione: L’importanza della mente

PARTE I: Informazioni

  • Capitolo 1: È possibile?
  • Capitolo 2: Cenni storici sul placebo
  • Capitolo 3: L’effetto placebo nel cervello
  • Capitolo 4: L’effetto placebo nel corpo
  • Capitolo 5: Come i pensieri cambiano il cervello e il corpo
  • Capitolo 6: Suggestionabilità
  • Capitolo 7: Atteggiamenti, convinzioni e percezioni
  • Capitolo 8: La mente quantistica
  • Capitolo 9: Tre storie di trasformazione personale
  • Capitolo 10: Dalla conoscenza alla trasformazione: la prova che il placebo sei tu

PARTE II: Trasformazione

  • Capitolo 11: Preparati alla meditazione
  • Capitolo 12: La meditazione per cambiare credenze e percezioni
  • Conclusione: Diventare soprannaturali
  • Postfazione
  • Ringraziamenti
  • L’autore


PREFAZIONE: Risvegliarsi

Nulla di ciò che è successo era nei miei progetti. In un certo senso, è stato il lavoro che svolgo attualmente in qualità di relatore, autore e ricercatore a venirmi a cercare. Alcuni di noi hanno bisogno di un campanello d’allarme per svegliarsi. Io l’ho sentito suonare nel 1986. In una bella giornata di aprile nel sud della California, ho avuto il privilegio di essere investito da un SUV durante una gara di triathlon a Palm Springs. Quel momento ha cambiato la mia vita e mi ha fatto intraprendere questo viaggio. Avevo ventitré anni all’epoca, svolgevo da poco l’attività di chiropratico a La Jolla, in California, e mi ero allenato per mesi per quel triathlon. Avevo concluso il segmento di nuoto ed ero impegnato in quello del ciclismo quando è successo l’incidente. Stavo per arrivare a una curva difficile, dove sapevo che ci saremmo immessi nel traffico. Un agente di polizia, con la schiena rivolta alle vetture in avvicinamento, mi fece cenno di girare a destra e di seguire il percorso. Dato che ero molto affaticato e concentrato sulla gara, non gli staccai mai gli occhi di dosso. Mentre superavo due ciclisti in prossimità di quella curva, un Bronco rosso a trazione integrale che sfiorava i novanta chilometri orari urtò la mia bicicletta da dietro. Fui catapultato in aria e atterrai bruscamente sulla schiena. A causa della velocità del veicolo e dei riflessi lenti della donna anziana che lo guidava, il SUV continuò ad avanzare verso di me, ed ebbi un incontro ravvicinato col paraurti. Mi ci aggrappai, per evitare di essere travolto e per impedire al mio corpo di finire incastrato tra la lamiera e l’asfalto. Così fui trascinato lungo la strada per un po’ prima che la conducente si rendesse conto di cosa stava accadendo. Quando finalmente capì e frenò di colpo, iniziai a ruzzolare senza controllo per una ventina di metri. Ricordo ancora il rumore delle biciclette che mi sfrecciavano accanto insieme alle urla atterrite e alle imprecazioni dei ciclisti che mi superavano, incerti se fermarsi per prestare aiuto o proseguire la gara. Mentre giacevo a terra, l’unica cosa che riuscii a fare fu arrendermi. Poco dopo scoprii di avere sei vertebre rotte: avevo fratture da compressione all’ottava, nona, decima, undicesima e dodicesima vertebra dorsale e alla prima lombare (in pratica dalle scapole alle reni). Le vertebre sono impilate nella spina dorsale una sopra l’altra come singoli blocchi e le mie, quando sono atterrato con quella violenza, sono collassate e si sono compresse per l’impatto. L’ottava vertebra dorsale, il segmento più alto tra quelli fratturati, era collassata per oltre il 60 per cento, e l’arco circolare che conteneva e proteggeva il midollo spinale era rotto in più pezzi che, ricomposti, assomigliavano a un brezel. Quando una vertebra si schiaccia o si rompe, i frammenti di osso si disperdono. Nel mio caso, molti frammenti si erano addossati alla spina dorsale. Non era certo un bel quadro. Come nel peggior incubo, la mattina seguente mi svegliai con numerosi sintomi neurologici: dolore diffuso, vari gradi di intorpidimento, formicolio e perdita parziale della sensibilità alle gambe, oltre a una preoccupante difficoltà nel controllare i movimenti. Fui sottoposto a esami del sangue, radiografie, TAC e risonanze magnetiche. Al termine di tutti gli accertamenti, il chirurgo ortopedico mi mostrò i risultati e mi comunicò la triste notizia: al fine di contenere i frammenti ossei che si trovavano nel midollo spinale, era necessario un intervento chirurgico per impiantare una barra di Harrington. Avrebbero rimosso le parti posteriori delle vertebre da due/tre segmenti sopra e sotto le fratture, e poi avrebbero avvitato e fissato due aste di acciaio inossidabile lunghe una trentina di centimetri su entrambi i lati della colonna vertebrale. Dopodiché, avrebbero prelevato alcuni frammenti ossei dall’anca e li avrebbero applicati alle aste. L’intervento era invasivo, ma mi avrebbe permesso di tornare a camminare. Malgrado ciò, sapevo che in ogni caso avrei sofferto di una qualche forma di disabilità, e avrei dovuto sopportare il dolore cronico per il resto della mia vita. Inutile dire che questa prospettiva non mi piaceva per niente. Eppure se avessi deciso di non sottopormi all’intervento, la paralisi sembrava certa. Il miglior neurologo nella zona di Palm Springs, che concordava con il parere del primo chirurgo, mi disse che in tutti gli Stati Uniti nessun altro paziente nelle mie condizioni aveva mai rifiutato l’intervento. L’impatto dell’incidente aveva compresso l’ottava vertebra dorsale (D8), conferendole un aspetto cuneiforme che avrebbe impedito alla spina dorsale di reggere il peso del corpo: se mi fossi alzato in piedi, la colonna vertebrale sarebbe collassata, spingendo i frammenti ossei nel midollo spinale e causando la paralisi immediata dal petto in giù. Anche questa prospettiva era tutt’altro che entusiasmante. Venni trasferito in un ospedale di La Jolla, più vicino a casa mia, dove sentii altri due pareri, compreso quello del migliore chirurgo ortopedico del sud della California. Naturalmente, entrambi i medici concordavano sulla necessità di applicare la barra di Harrington. La prognosi era unanime: fare l’intervento chirurgico o rimanere paralizzato, condannato a non camminare mai più. Se fossi stato il medico che consigliava l’intervento, avrei detto la stessa cosa: era la soluzione più sicura. Ma non era la decisione giusta per me. Forse in quel momento della mia vita ero solo giovane e audace, ma andai contro i consigli del medico e le raccomandazioni degli esperti. Credo che esista un’intelligenza, una consapevolezza invisibile, all’interno di ognuno di noi che ci dona la vita sostenendoci, preservandoci, proteggendoci e guarendoci in ogni momento. Essa crea quasi cento trilioni di cellule specializzate (a partire da due cellule soltanto), fa battere il cuore centinaia di migliaia di volte al giorno e, tra molte altre incredibili funzioni, organizza tantissime reazioni chimiche al secondo in ogni singola cellula. All’epoca, pensai che se questa intelligenza era reale e manifestava le sue abilità sorprendenti in maniera così deliberata, consapevole e amorevole, forse avrei potuto distogliere la mia attenzione dal mondo esterno e rivolgerla dentro di me, per connettermi con essa. Ma se a livello intellettuale avevo capito che il corpo spesso è capace di autoguarirsi, ora dovevo mettere in pratica quei concetti filosofici per portare la mia teoria al livello successivo e svilupparla ulteriormente per vivere una vera esperienza di guarigione. Siccome non potevo andare da nessuna parte, e non facevo altro che stare sdraiato a pancia in giù, presi due decisioni. In primo luogo, ogni giorno avrei concentrato tutta la mia attenzione cosciente su questa intelligenza interiore, le avrei dato un piano, un modello, una visione generale, le avrei impartito ordini ben precisi, e poi avrei affidato la mia guarigione a questa mente superiore dotata di un potere illimitato, permettendole di guarirmi. In secondo luogo, non avrei consentito a pensieri indesiderati di insinuarsi nella mia consapevolezza. Sembra facile, vero?


INTRODUZIONE: L'’importanza della mente

Gli incredibili risultati che ho osservato nei miei seminari avanzati e i dati scientifici emersi mi hanno portato a soffermarmi sul concetto di placebo: quel fenomeno che si verifica quando una persona prende una pillola di zucchero o le viene somministrata un’iniezione di soluzione salina e sta subito meglio grazie alla fiducia riposta nel rimedio esterno. Ho cominciato a chiedermi: “Che cosa succederebbe se le persone iniziassero ad avere fiducia in se stesse invece che in qualcosa di esterno? E se credessero di poter cambiare qualcosa dentro di loro mettendosi nello stesso stato mentale di chi prende un placebo? Non è forse questo che fanno i partecipanti ai nostri seminari per guarire? C’è davvero bisogno di una pillola o di un’iniezione per cambiare lo stato mentale? Possiamo insegnare come raggiungere lo stesso risultato, mostrando come funziona realmente il placebo?”. Dopo tutto, il predicatore che maneggia i serpenti e beve stricnina senza riportare conseguenze ha certamente modificato il suo stato mentale, giusto? (Ne parlerò più a fondo nel Capitolo 1.) Quindi, se iniziamo a rilevare ciò che avviene nel cervello e a esaminare tutte queste informazioni, possiamo anche insegnare alle persone come farlo da sole, senza dipendere da un elemento esterno, senza un placebo? Possiamo spiegare che sono esse stesse il placebo? In altre parole, possiamo convincerle che invece di accordare la propria fiducia a qualcosa di noto, come una pillola di zucchero o un’iniezione di salina, possono riporla nell’ignoto, trasformandolo in qualcosa di conosciuto? L’intento del libro è proprio questo: permetterti di capire che hai tutti i meccanismi biologici e neurologici per raggiungere esattamente questo risultato. Il mio obiettivo è demistificare questi concetti attraverso le nuove spiegazioni scientifiche, affinché sempre più persone possano cambiare il proprio stato interiore e creare cambiamenti positivi nella salute e nel mondo esterno. Se ti sembra troppo bello per essere vero, sappi che, come ho già detto, nell’ultima parte del libro troverai alcune ricerche elaborate nei nostri seminari che ti mostreranno come tutto questo sia possibile.


Di cosa non parla questo libro 

Vorrei spiegare brevemente di cosa non parla questo libro, per fugare fin dall’inizio eventuali dubbi. Innanzitutto, non faremo considerazioni etiche sull’utilizzo del placebo nei trattamenti medici. Si discute molto su quanto sia corretto dal punto di vista morale curare con una sostanza inerte un paziente che non rientra in una sperimentazione clinica. Chiedersi se il fine giustifica tali mezzi è una questione che meriterebbe di essere discussa in un dibattito più ampio sull’uso del placebo, ma è del tutto estranea al messaggio che questo libro intende veicolare. "Placebo Effect" ti spiega come metterti al posto di guida per creare il cambiamento che desideri, senza interrogarsi se sia giusto o sbagliato che altre persone facciano altrettanto ricorrendo a un espediente. Questo libro non parla neanche di negazione. Nessuno dei metodi descritti si propone di negare le eventuali patologie da cui sei afflitto. Al contrario, il tema centrale del libro è la trasformazione delle malattie e delle patologie. A me interessa misurare i cambiamenti che le persone rilevano quando passano dalla malattia alla salute. "Placebo Effect" non ha intenzione di spingerti a rifiutare la realtà, ma ti mostra ciò che è possibile quando entri in una nuova realtà. Un riscontro attendibile, ottenuto attraverso le analisi mediche, ti confermerà l’efficacia di quello che stai facendo. Quando vedrai gli effetti che hai creato, potrai spostare l’attenzione sul percorso che hai fatto per arrivare a quel punto, e ripeterlo. E se quello che stai facendo non funziona, è il caso di cambiarlo fino a ottenere ciò che desideri. Questo significa combinare scienza e spiritualità. La negazione, d’altra parte, si ha quando non consideri la realtà di ciò che accade dentro e intorno a te. Questo libro non intende neppure mettere in discussione l’efficacia delle varie modalità di guarigione. Ne esistono diverse, e funzionano quasi tutte abbastanza bene. Tutte hanno un effetto benefico, per certi versi misurabile, almeno in alcune persone, ma non voglio condurre una disamina completa di questi metodi nel libro. Il mio intento è farti conoscere la tecnica che più di tutte ha catturato la mia attenzione: la guarigione attraverso il pensiero. Perciò continua pure a utilizzare i metodi di guarigione efficaci nel tuo caso, come farmaci, chirurgia, agopuntura, chiropratica, biofeedback, massaggio terapeutico, integratori alimentari, yoga, riflessologia, medicina energetica, terapia del suono e così via. "Placebo Effect" non esclude nulla, a eccezione delle limitazioni che ti imponi tu stesso.


Dr. Joe Dispenza

joe-dispenza

Joe Dispenza D.C. è docente, ricercatore, consulente aziendale, autore e formatore di fama internazionale e come tale è stato invitato a parlare in oltre trentadue Nazioni in cinque diversi continenti. Come docente e formatore è fermamente convinto che in ogni individuo sia racchiuso un autentico potenziale di capacità infinite. Con chiarezza, semplicità e ispirazione, ha formato migliaia di persone su come riprogrammare la mente e il corpo al fine di creare trasformazioni permanenti. Oltre a offrire una vasta gamma di corsi e lezioni online, Dispenza tiene personalmente seminari progressivi di tre giorni e seminari di livello avanzato di cinque giorni anche in Italia. Per il 2018 sono in programma seminari di una settimana, i cui contenuti saranno disponibili online. (Per maggiori informazioni, consulta la sezione eventi all’indirizzo: www.drjoedispenza.com). Joe Dispenza è docente presso la Quantum University di Honolulu, Hawaii; presso l’Omega Institute per gli Studi Olistici di Rhinebeck, New York; presso il Kripalu Center per lo Yoga e il Benessere di Stockbridge, Massachusetts e presiede inoltre il comitato di ricerca della Life University di Atlanta in Georgia.

Come ricercatore il dott. Joe si avvale delle più recenti scoperte nel campo della neuroscienza, dell’epigenetica e della fisica quantistica per approfondire il tema delle guarigioni spontanee. Utilizza le sue conoscenze per aiutare le persone ad autoguarirsi per avere una vita appagante e felice e per accrescere la consapevolezza. Durante i seminari di livello avanzato organizzati in tutto il mondo, in collaborazione con altri scienziati, ha svolto ricerche approfondite sugli effetti della meditazione, inclusi studi di epigenetica, mappatura del cervello con encefalogramma (EEG) e studi sul campo energetico individuale tramite apparecchi di visualizzazione. Il campo di ricerca include anche la coerenza cardiaca tramite controllo HeartMath e la rilevazione dell’energia presente negli ambienti dove si svolge il seminario prima, durante e dopo gli eventi, tramite sensore Sputnik.

In veste di consulente aziendale, il dott. Joe offre lezioni e seminari in loco per aziende e società interessate a utilizzare principi neuroscientifici al fine di promuovere creatività, innovazione e produttività del personale aziendale. Il suo programma comprende anche lezioni private per dirigenti. Il dott. Joe ha formato e certificato personalmente un gruppo di settanta esperti aziendali che porteranno nel mondo il suo modello di trasformazione. Di recente ha iniziato a certificare istruttori indipendenti che potranno applicare il suo modello di trasformazione ai propri clienti.

Come autore di best seller del New York Times, il dott. Joe ha scritto Placebo Effect, in cui esplora la capacità di guarire senza medicinali o interventi chirurgici, utilizzando solo il pensiero, e Cambia l'Abitudine di Essere te Stesso, dove si parla in modo approfondito di neuroscienza, trasformazione ed epigenetica. Becoming Supernatural è il suo ultimo libro.

Joe Dispenza si è laureato all’Evergreen State College e si è specializzato in medicina chiropratica alla Life University di Atlanta, Georgia (USA), conseguendo la laurea con lode. Dopo il training universitario in biochimica, la pratica e gli studi successivi alla laurea si sono svolti nei seguenti campi: neurologia, neuroscienze, funzionamento del cervello, chimica, biologia cellulare, formazione della memoria, invecchiamento e longevità. Contatti all’indirizzo: www.drjoedispenza.com

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