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Dalla morte alla vita

16/08/2017

Il secondo passo per far regredire un dolore o una malattia è sostituire la proiezione della colpa con l’estensione dell’amore. Rovescia la situazione a tuo favore. Finora l’hai interpretata contro te stesso, ora interpretala per te stesso. Il tuo nuovo motto è: “Guarda, fratello, vivo per mano tua.”

Invece di incolpare persone che credi ti abbiano ferito e aver compromesso la tua felicità, riconosci loro il merito di averti aiutato. Non sono diavoli, ma angeli. Ci sono due modi per trasformare i diavoli in angeli: primo, riconoscere in loro aspetti che apprezzi davvero e che pensi possano migliorare la quotidianità della vita. Lo zio Luca ti portava in spiaggia quand’eri piccolo. Tua madre ti manda ancora soldi per il tuo compleanno. La tua ex moglie è una buona madre per i vostri figli. Ci dev’essere qualcosa che apprezzi davvero di questa persona. Sposta l’attenzione dalle cose cattive e fastidiose che gli altri hanno detto o fatto a quelle gentili e amorevoli, anche se sono poche e perfino se ce n’è una sola. Sei tu che hai classificato questa persona in base ai suoi comportamenti negativi. Con la stessa facilità, anzi ancora più facilmente, la puoi definire sulla base delle qualità che la redimono. È il tuo film. Cambia la sceneggiatura e proiettala verso una maggiore positività.

Forse stai ancora replicando che chi ti ha ferito non ha nessuna caratteristica che possa redimerlo. È il male incarnato, il bimbo di “Rosemary’s baby”, concepito con Satana in persona, il testimonial del lato oscuro della Forza, destinato a portare caos e terrore nelle vite di chi incontra senza mai provocare un momento di gioia. Il peggior stronzo sulla Terra.

Okay, abbiamo capito.

Diciamo che tutto questo è vero: la persona che t’infastidisce è proprio un figlio di buona donna capace solo di fare danni, tradire e dire bugie. È qui che entra in azione il trasformatore di demoni malvagi. Pensa: come ti ha aiutato a crescere questa persona? Quali muscoli spirituali ti ha fatto sviluppare, che non avresti usato se fosse stata più gentile con te? Hai imparato a mantenere il tuo potere e la tua autostima anche quando ha cercato di ferirti? Ora sei in grado di esprimere la tua verità in modo più diretto e veloce? Ora chiedi quello che vuoi invece di rimandare passivamente? Stabilisci confini più sani? Hai più pazienza e compassione? Fai scelte più rispettose nei confronti di te stesso? Questa è la positività: pensare che da una persona che ti mette alla prova potresti aver ricavato, e ricavare ancora, molti benefici verso la felicità. Pensa all’uomo che, nell’antica Grecia, pagava a un conoscente una cifra pari a cento dollari al giorno perché lo seguisse e lo offendesse, così da poter sviluppare indifferenza verso gli insulti. Si dice infatti che “un insulto è manna per il saggio”. Puoi considerare motivo di gioia il fatto che la tua personale Crudelia De Mon non ti abbia ancora mandato una fattura per i servizi resi.

Tutti ci aiutano. Qualcuno lo fa con la gentilezza, altri comportandosi male, così noi possiamo sempre scegliere la gentilezza, nonostante il loro atteggiamento. La tua anima ha stipulato un contratto con il tuo avversario che stabilisce che lui ti aiuterà a migliorare, nella tua crescita spirituale e nella tua guarigione interiore. Lui è il tuo migliore amico, che ha acconsentito a vestire i panni del nemico per incoraggiarti a rivendicare il tuo potere. Gli attori più dotati interpretano il ruolo dei cattivi. Dopo lo spettacolo, dopo che si sono tolti il costume, spesso sono persone simpatiche, completamente diverse dal personaggio che hanno interpretato. Presta meno attenzione a quello che fanno sul palco e siediti con loro in camerino alla fine della pièce, a sorseggiare un bicchiere di vino e a ridere della performance della serata. Riconosci la loro amicizia autentica e il loro sostegno, che si esprimono nella loro grande capacità di impersonare un cattivo molto convincente. Trasformali in fonte di gioia e di benessere.

Non vincerai mai incolpando gli altri perché hai perso. Vincerai sempre rendendo onore agli altri per il loro contributo. Questo ribaltamento di prospettiva in nome della positività è il cambiamento di percezione più utile che potrai mai raggiungere.

 

La saggezza della gratitudine

Chi ha davvero successo non dice mai: “Muoio per mano tua.” Al contrario, riconosce il ruolo degli altri nel suo successo, dicendo, in buona sostanza: “Vivo per mano tua.” Da un punto di vista astratto, gli altri non sono responsabili del tuo successo. Tu hai successo perché lo scegli. Però, ringraziare gli altri per i doni che ti portano, invece di incolparli per i loro errori, rende il viaggio più divertente e produttivo.

I grandi manager, leader, campioni sportivi e vincitori di premi e riconoscimenti attribuiscono i loro risultati ad amici, colleghi, compagni di squadra, familiari, staff e a Dio. I vincitori del campionato parlano della grande squadra con cui sono onorati di giocare. Chi ritira l’Oscar legge un lungo elenco di nomi di persone che gli hanno dato il potere di risplendere. Le persone che guariscono ringraziano Dio. I top manager inviano lettere di ringraziamento ai collaboratori per ringraziarli del loro contributo alla realizzazione del progetto. I politici saggi rendono onore ai loro elettori. Quando il presidente Barak Obama fu eletto per la seconda volta, mandò un semplice tweet ai suoi milioni di follower: “Lo devo a voi. Grazie.

Non devi per forza continuare a essere malato, povero, rifiutato, solo o ferito. Queste condizioni sono il risultato delle tue interpretazioni degli eventi. Quando accetti al cento per cento la responsabilità delle tue scelte, acquisti il cento per cento del potere di farne di nuove e di migliori. Puoi dirigere il potere dei tuoi pensieri in una direzione sconosciuta e portare guarigione e vita a una situazione in cui vedevi solo malattia e morte. Dire: “Vivo per mano tua” significa togliere la maschera al demonio per vedere il Figlio di Dio al suo posto.

Nulla di esterno alla tua mente può ferirti o farti male in alcun modo. Non c’è alcuna causa oltre a te stesso che possa abbattersi su di te e opprimerti. Nessun altro può influenzarti se non te stesso. Non c’è nulla al mondo che abbia il potere di renderti malato o triste, debole o fragile. Ma sei tu che hai il potere di dominare tutte le cose che vedi riconoscendo semplicemente ciò che sei. Puoi camminare con positività verso la tua stessa guarigione.

— E-190.5:2-6

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