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Vorrei averlo fatto

Bronnie Ware

Anno di pubblicazione: 2012
Formato: Libro
€ 14,90€ 14,16 Aggiungi al carrello

Dopo tanti anni di lavoro frustrante, Bronnie Ware iniziò a cercare un impiego che desse un senso alla sua vita. Sebbene non avesse alcuna formazione specifica né esperienza nel campo, si ritrovò a lavorare nell'ambito delle cure palliative e ad assistere i malati terminali. I pazienti le raccontavano la storia della loro vita e quasi sempre finivano col dire "Vorrei averlo fatto...". Fu così che Bronnie ebbe l'illuminazione di scrivere questo libro dove raccoglie le lezioni attinte da chi si avvicinava alla morte, per vivere la propria esistenza in modo consapevole e non avere rimpianti. Nel suo toccante libro, Bronnie spiega il significato dei rimpianti più comuni e come possiamo affrontare le problematiche che nascondono mentre siamo in vita e abbiamo ancora il tempo e le forze per farlo.

Nel periodo che trascorse occupandosi dei bisogni dei malati terminali, la vita di Bronnie subì una sensibile trasformazione. Un giorno le capitò di raccontare in un blog quali fossero i rimpianti più comuni che le avevano confidato le persone che si avvicinavano alla morte. Il post, intitolato I cinque rimpianti più grandi di chi sta per morire ottenne subito un grande successo e il primo anno fu visto da più di tre milioni di lettori in tutto il mondo. Da allora, in molti hanno chiesto a Bronnie di raccontare la sua esperienza, così in questo libro ha deciso di condividere la sua storia di trasformazione personale.

 

Sorridi e stai sicura

Ognuno è fragile a suo modo, come una sfera di vetro sottile. Pensa alla vecchia lampadina con il vetro tondeggiante (non dà lo stesso effetto pensare alle moderne lampadine a risparmio energetico, sebbene vadano bene entrambe). Una parte di noi è come il vetro sottile delle lampadine. Una luce meravigliosa, capace di annientare l'oscurità, risplende da dentro. Quando nasciamo, risplendiamo e diffondiamo grande splendore e felicità a tutti. La gente si stupisce della nostra bellezza e della nostra luminosità. Poi nel tempo, ci viene gettato addosso del fango. Ma non dipende da noi. Appartiene alle persone che ce lo tirano addosso. Tuttavia lo scagliano lo stesso. Dopo un po, non sono solo quelli che ci stanno vicino a farlo. Sono i compagni di scuola, i colleghi, la società e molte delle persone che incrociamo lungo il cammino. Ne siamo condizionati in modi diversi; c'è chi diventa vittima, chi prepotente, chi se lo tiene dentro per anni, chi invece sembra lasciarlo andare spontaneamente. A prescindere da come sembri influenzarci, il fango continua a offuscare la luce e bontà originarie e non permette loro di risplendere al meglio.

Visto che sono tante le persone che ci gettano del fango addosso, pensiamo che abbiano ragione. Così ci uniamo a loro e lanciamo il fango contro noi stessi. Perché no? Tutti gli altri non possono sbagliarsi alla fine dei conti. Se mi butto del fango addosso allora deve essere normale e giusto lanciarlo anche contro gli altri. Sì, ne lancerò ancora un po' e continuerò a permettere agli altri di fare lo stesso con me. Alla fine, ti porti addosso uno strato così spesso che non solo ne sei appesantito, ma anche la tua luce ne risente perché non riesce più a farsi vedere. Ogni centimetro di te è ricoperto di fango: te l'hanno lanciato addosso gli altri e te lo sei tirato da solo quando ti sei unito a loro.

Poi un giorno ti ricordi che una volta dentro di te splendeva una luce meravigliosa. Ma l'oscurità ormai dura da parecchio tempo e non ricordi più quella parte di te. A volte la senti ancora, quando sei calmo e da solo. Quel caldo bagliore ha continuato a splendere per tutto questo tempo, a prescindere dall'oscurità che regnava attorno.

Ti rendi conto che vuoi brillare di nuovo. Vuoi ricordare chi sei quando non porti addosso il fango degli altri, o il tuo.

Così inizi a dire che ne hai abbastanza. Impedisci agli altri di sporcarti ancora, ma alla gente questo non piace. Però sei determinato e ti allontani dalla portata dei lanciatori di fango. Lentamente inizi a ripulirti togliendotene un po' di dosso. Ma è una cosa che va fatta con estrema delicatezza, perché sotto sei incredibilmente fragile. Se te lo togli di fretta o con forza, rischi di romperti e di non poter più ritrovare la tua luce.

Così ti dai da fare con calma e pazienza. Penetra un sottile raggio di luce e riesci a intravedere di nuovo la tua bellezza. Ti fa sentire bene. Poi però qualcuno ti tira dell'altro fango e devi ricominciare a pulire. Elimini quel pezzo e ne togli dell'altro. Adesso però sei spaventato da ciò che vedi e ti butti del fango addosso da solo. Non meriti di splendere così intensamente. Eccone ancora.

Ma la luce ha dato un'occhiata all'esterno e inizia a brillare ancor di più. Vuole essere vista.

A ogni sprazzo di luce che raggiunge l'esterno, tu ti senti meglio.

Ti dà un assaggio di come sarebbe bello liberarsi dal peso che ti porti addosso. Così capisci che anche gli altri portano il proprio fardello e provi compassione. Decidi che d'ora in poi non tirerai più fango addosso a nessuno. Dopo tutto, come facciamo a risplendere al meglio delle nostre potenzialità se continuiamo a tirarci fango addosso? Torni a lavorare su te stesso e con molta attenzione ne elimini un altro po'. Ci vuole molta pazienza e delicatezza e devi lavorare su un pezzettino alla volta. Ma l'eccitazione cresce a ogni nuovo raggio di luce che trapela all'esterno e riesci a intravedere nuovamente la tua bellezza e luminosità. A volte sei tentato di tirare altro fango addosso a te o agli altri, perché hai avuto quest'abitudine per quasi tutta la vita. Ma adesso vedi come le piccole scintille di luce che brillano all'esterno siano d'aiuto agli altri, che stanno diventando più coraggiosi e iniziano a ripulirsi anche loro di un po' del fango che hanno addosso. Devono essere altrettanto delicati perché sotto siamo tutti fragili e vulnerabili e possiamo romperci facilmente. Vorresti aiutare gli altri a ripulirsi. Ma devono farlo da soli, perché solo loro conoscono la propria fragilità.

Puoi mostrare agli altri come hai fatto, e magari questo può aiutarli. Ma devono ripulirsi da soli, con i loro tempi e a modo loro. E ovviamente non tutti hanno il coraggio o la forza per farlo in una volta sola. Quindi sei paziente, compassionevole e rispettoso perché adesso sai che a volte può essere un'esperienza molto dolorosa e addirittura terrificante. Ti senti bene con te stesso. È una sensazione nuova, ma ti piace un sacco. Così smetti una volta per tutte di gettarti fango addosso, perché stai cominciando ad amare le bellezza che hai scoperto mentre la tua luce continua a risplendere. Irradi luce a trecentosessanta gradi. Parte del vecchio fango però è veramente difficile da eliminare. Si è messo comodo nel corso degli anni, grazie tante. Non vuole andarsene. Quanto più ti avvicini al vetro, maggiore è la delicatezza che devi avere nel grattare. Ma a questo livello il fango è ostinato e resistente.

È stata un'impresa titanica e adesso sei molto stanco. Hai fatto un altro miglioramento rispetto a ciò che eri. Forse può bastare. Forse puoi convivere con quest'ultimo strato di fango e brillare come stai facendo adesso. Ma anche la luce è forte e determinata. Vuole farti risplendere al massimo delle tue potenzialità. Così t'infonde ancora più forza e vai avanti mentre elimini gli ultimi rimasugli di fango.

Alla fine ce l'hai fatta e il tuo splendore stupisce tutti, soprattutto te stesso. Non pensavi di essere così bello né di poter brillare con una tale intensità. Adesso, quando esci con altre lampadine, anche loro vogliono risplendere perché riescono a vedere la tua bellezza e si ricordano di avere lo stesso potenziale dentro di loro.

Se lo sono solo dimenticato a causa di tutto il fango che si portano addosso.

Ci sono lampadine che pensano sia troppo difficile mostrare la propria luce, così restano insieme nell’oscurità, cercando di convincere se stesse e gli altri che sono felici così. Che bisogno c'è di fare tutta quella fatica quando ormai ci siamo abituate al peso della melma che abbiamo addosso? Perché? A me va bene così, dicono, e continuano a gettare fango, specialmente addosso a quelle belle luci che vedono risplendere felici e soddisfatte. Come osano essere così contente?

Così le lampadine scure si armano di tutto il fango che trovano e iniziano a lanciarlo. Lavorano meglio in gruppo, perché l'unione fa la forza e tutto il resto. Però non riescono più a distinguere bene le cose perché grazie ai vari processi di eliminazione del lerciume in corso, c'è tantissima luce in giro. Riescono comunque a individuare un paio di lampadine che splendono felici perché hanno quasi finito di togliersi di dosso tutto il fango. Le lampadine scure ne gettano a palate su quelle luminose. Ma il fango non ha presa. Cosa sta succedendo? Di solito restava attaccato.

Quello che non sanno è che sebbene la luce sia rimasta nascosta per tutti quegli anni, ha continuato a crescere dentro di loro. Adesso risplende così intensamente che il fango non riesce più restare appiccicato. Scivola via, senza lasciare nemmeno un segno o una traccia

La tua luce è esattamente così. Porti dentro di te una scintilla meravigliosa e potenzialmente luminosa. Ma devi essere paziente e gentile con te stesso per eliminare tutto il fango che ti porti addosso da anni. Mano a mano che viene rimosso, il tuo vero Io risplende con maggior intensità.

Per vincere ognuno dei rimpianti condivisi al capezzale di chi adesso non c'è più, ci vuole coraggio e amore. Ma la scelta spetta a te. Come una luce che vuole risplendere allegramente, hai una guida interiore che può aiutarti a farlo, un passo alla volta.

Diventa ciò che sei, trova l'equilibrio, parla sinceramente, apprezza chi ami e permettiti di essere felice. Se lo fai, allora non solo rispetterai te stesso, ma anche tutti quelli che si sono disperati nelle loro ultime settimane per non aver avuto il coraggio di farlo prima. La scelta è solo tua. La vita ti appartiene.

Quando ti trovi davanti a delle difficoltà e ti chiedi come farai a superarle, come troverai la pace in una certa relazione, quand'è che riceverai l'offerta di lavoro di cui hai bisogno, o come troverai i soldi per realizzare un progetto, ricordati che ciò che vuole il cuore, vuole te allo stesso modo. A volte non devi fare altro che toglierti di mezzo. Fai quello che puoi e poi lascia andare. Non esserti d'intralcio.

Quando ti trovi in questa posizione, stai bene dritto, tira indietro le spalle e fai un bel respiro profondo. Cammina fiero di quel che già sei, confidando pienamente di meritarlo, fiducioso che le tue preghiere sono state ascoltate e si stanno per concretizzare nella tua vita. Ricorda solo questa piccola frase: Sorridi e stai sicuro. Sorridi e stai sicuro, nient'altro.

 

Indice

Introduzione

Dai tropici alla neve

Una carriera inaspettata

Onestà e resa

Rimpianto 1: Vorrei aver avuto il coraggio di vivere una vita fedele ai miei principi e non quella che gli altri si aspettavano da me

Prodotti del nostro ambiente

Catene

Rimpianto 2: Vorrei non aver lavorato così tanto

Finalità e intenzione

Semplicità

Rimpianto 3: Vorrei avere avuto il coraggio di esprimere i miei sentimenti

Mai più sensi di colpa

Doni nascosti

Rimpianto 4: Vorrei essere rimasto in contatto con i miei amici

Veri amici

Concediti il tempo di stare con gli amici

Rimpianto 5: Vorrei aver permesso a me stessa di essere più felice  La felicità è adesso

Questione di punti di vista

Tempo di cambiamenti

Oscurità e alba

Nessun rimpianto

Sorridi e stai sicura

L'autrice

Bronnie Ware

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